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Quanto tempo devo aspettare per il nulla osta al lavoro?

Quanto tempo devo aspettare per il nulla osta al lavoro? In questo articolo vediamo insieme tutte le informazioni relative al nulla lavoro. 

Quanto tempo devo aspettare per il nulla osta al lavoro:

Il nulla osta per lavoro consegnato dallo Sportello Unico dell’immigrazione ha una validità di 180 giorni dalla data del rilascio, termine entro il quale lo straniero deve recarsi alla competente rappresentanza diplomatica per richiedere il visto d’ ingresso.

Cos’è il lavoro subordinato?

La definizione del lavoro subordinato è deducibile dall’art. 2094 c.c. che qualifica prestatore di lavoro subordinato colui che “si obbliga mediante retribuzione a collaborare nell’impresa, prestando il proprio lavoro intellettuale o manuale alle dipendenze e sotto la direzione dell’imprenditore”. Nel corso degli anni la giurisprudenza ha individuato una serie di indici della natura subordinata del rapporto di lavoro, che possono essere così sintetizzati:

  • La sottoposizione al potere disciplinare;
  • L’osservanza di un orario di lavoro stabilito dal datore di lavoro;
  • L’assenza del rischio;
  • La natura della prestazione;
  • La continuità della prestazione (cd. disponibilità funzionale del prestatore);
  • La predeterminazione della retribuzione;
  • L’inserimento del lavoratore nell’organizzazione produttiva.

La procedura per l’assunzione di un cittadino italiano per un lavoro subordinato, si differenza da quella di un cittadino extracomunitario. In questo ultimo caso è necessario richiedere il nulla osta per lavoro subordinato.

Come si ottiene il Nulla osta per lavoro subordinato:

L’ingresso dei cittadini non comunitari in Italia per lavoro subordinato è regolato dalle quote d’ingresso stabilite dal cosiddetto Decreto Flussi.

Decreto flussi:

Il decreto Flussi è un decreto legge annuale, pubblicato sulla gazzetta ufficiale,  rivolto ai lavoratori extracomunitari che vogliono lavorare in Italia o convertire i permessi di soggiorno già posseduti Ogni anno vengono fissate le quote precise di ogni categoria di lavoratori in base anche alla loro nazionalità. Le categorie di lavoratori che possono accedere al Decreto flussi sono:

    • Stagionali;
    • Non stagionali;
    • Autonomi.

Lista documenti pratica decreto flussi:

Per la domanda bisogna presentare i seguenti documenti: In particolare Bisogna compilare:

  • Il Modulo C per il lavoratori stagionale;
  • Il Modulo A per i lavoratori domestici;
  • Il Modulo B per i lavoratori subordinati;
  • Il modulo BPS per i lavoratori inseriti in progetti speciali;
  • Il Modulo VA per la conversione da studio a lavoro;
  • Il Modulo VB per la conversione da stagionale a subordinato;
  • Il Modulo Z per la domanda lavoro autonomo.

I seguenti moduli sono disponibili sul sito del Ministero dell’Interno. La Lista documenti pratica decreto flussi comprende anche:

  • Marca da bollo da 16 euro, il codice deve essere inserito nel modulo online;
  • Passaporto del lavoratore straniero da assumere in corso di validità;
  • Carta d’identità del datore di lavoro o altro documento equipollente;
  • Indicazioni relative al contratto di lavoro da stipulare: CCNIL, livello e mansione, orario settimanale;
  • Numero attuale dipendenti ditta;
  • Visura della camera di commercio;
  • Unico 2019;
  • Bilancio contabile anno 2019 dell’azienda;
  • DURC: documento unico di regolarità contributiva;
  • Numero di telefono ed email del datore di lavoro;
  • Indirizzo e idoneità alloggiativa per il lavoratore;
  • Visto d’ingresso del paese d’origine del lavoratore

Iter per ottenimento del nulla osta per lavoro subordinato:

Una volta che il decreto flussi è stato pubblicato, il datore di lavoro che intende assumere un lavoratore residente all’estero deve inviare la richiesta telematica (sul sito del Ministero dell’Interno entro i tempi e la data indicati dal decreto flussi). Le domande sono esaminate dallo Sportello Unico per l’Immigrazione, in ordine cronologico. Viene avviata un’istruttoria che coinvolge:

  • L’Ispettorato Territoriale del Lavoro che è l’organo competente alla verifica della validità delle condizioni contrattuali contenute nella domanda;
  • L’Ufficio Immigrazione della Questura, incaricato di verificare le condizioni di ammissibilità del lavoratore nel territorio Schengen.
Da leggere:  Certificato storico di residenza per cittadinanza 2020

Rilascio nulla osta lavoro subordinato:

Una volta effettuati i controlli, lo sportello unico per l’immigrazione emette, o rifiuta, il nulla osta per l’assunzione, ed avvisa la Rappresentanza Italiana del paese di residenza del lavoratore che procede a richiedere il visto di ingresso per motivi di lavoro. Ricordiamo che lo sportello unico è abilitato anche per il rilascio di:

Entro 8 giorni dall’arrivo in Italia, il lavoratore deve recarsi in prefettura per perfezionare la procedura. Se il lavoratore è irregolarmente sul territorio italiano ma viene rilasciata la richiesta l’assunzione, questo dovrà rientrare nel suo paese di residenza straniera a ritirare il visto di ingresso per lavoro. In caso contrario non si può procedere all’assunzione. Per non compromettere l’iter di regolarizzazione bisogna evitare di essere segnalati all’uscita dal territorio nazionale.

Revoca nulla osta per lavoro subordinato:

Il nulla osta al lavoro per lavoro subordinato è rifiutato se il datore di lavoro risulta condannato negli ultimi cinque anni, anche con sentenza non definitiva per i reati dettagliati all’art. 22, comma 5-bis, del Testo Unico Immigrazione. Inoltre, Il nulla osta al lavoro è rifiutato o, nel caso sia stato rilasciato, revocato anche nel momento in cui i documenti presentati sono stati ottenuti:

  • Mediante frode;
  • Sono stati falsificati;
  • Sono stati contraffatti;
  • Qualora lo straniero non si rechi presso il SUI per la firma del contratto di soggiorno.

Rilascio permesso di soggiorno per lavoro subordinato:

Come abbiamo detto nei paragrafi precedenti, una volta fatto il suo ingresso in Italia, il cittadino straniero si deve recare allo sportello unico per l’immigrazione. Qui oltre alla firma del contratto richiederà il permesso per lavoro subordinato. Per quanto riguarda la durata permesso di soggiorno per lavoro subordinato:

  • Se il contratto di lavoro stipulato dal lavoratore straniero è a tempo indeterminato il permesso avrà durata di due anni;
  • Se il contratto di lavoro è invece a tempo determinato, il permesso di soggiorno sarà di un anno.

L’ istanza per la richiesta del permesso di soggiorno per lavoro subordinato, compilata presso lo Sportello, dovrà essere inviata alla Questura competente tramite l’ufficio postale pagando la raccomandata assicurata e il bollettino per il rilascio del permesso di soggiorno elettronico.

Rilascio ricevuta permesso di soggiorno per lavoro subordinato:

L’operatore dell’ufficio postale, contestualmente al ritiro della tua documentazione, ti rilascia la lettera di convocazione che contiene data, ora e Ufficio Immigrazione della Questura dove recarsi per effettuare i rilievi fotodattiloscopici. Per verificare lo stato di lavorazione della tua domanda puoi consultare il sito PortaleImmigrazione Riceverai dalla Questura le informazioni necessarie per il ritiro, non appena il permesso di soggiorno elettronico sarà stato prodotto. Sul sito della Poliziadistato potrai infine verificare la disponibilità degli uffici per poterlo ritirare.

Controllo permesso di soggiorno online?

Per controllare se il tuo permesso di soggiorno è pronto, bisogna:

  • Accedere al sito poliziadistato.it e cliccare sull’icona che sta davanti alla scritta Il tuo permesso di soggiorno 
  • Selezionare la lingua (italiano, inglese, francese, spagnolo, russo o arabo)
  • Inserire nello spazio bianco il numero dell’assicurata (12 caratteri), se la richiesta del permesso è stata presentata alle Poste.
  • Se la richiesta del permesso è stata presentata presso gli uffici della Questura il numero di pratica (10 caratteri)
  • Dopo pochi minuti sarà possibile sapere se il permesso è pronto e in quale ufficio recarsi per il ritiro.

Cosa si può fare con la ricevuta ?

Con la ricevuta il cittadino straniero può fare tutte le attività che si possono fare con il permesso di soggiorno in corso di validità. Quindi sostanzialmente, il cittadino può:

  • Firmare un contratto di affitto o di lavoro; 
  • Richiedere la residenza;
  • Farsi curare;
  • Iscriversi all’università o ad altri corsi di formazione. 

Permesso di soggiorno per lavoro subordinato pronto per il ritiro:

La seguente dicitura: “Permesso di soggiorno pronto per il ritiro/la consegna” indica che il vostro permesso di soggiorno può essere ritirato presso gli uffici della questura dove avete fatto la richiesta.

Da leggere:  Fase 2 reddito di cittadinanza: Partono i percorsi per trovare lavoro!

Posso delegare qualcuno per il ritiro della permesso di soggiorno?

Non è ammissibile delegare un altro individuo al ritiro del proprio permesso di soggiorno. Per ritirare il permesso di soggiorno pronto è necessario presentare:

  • La ricevuta della questura;
  • In alternativa la ricevuta dell’ufficio postale;
  • Il passaporto;
  • Il precedente permesso di soggiorno.

Rinnovo permesso di soggiorno per lavoro subordinato:

I termini per il rinnovo del permesso di soggiorno sono:

  • Novanta giorni prima della scadenza per motivi lavoro subordinato a tempo indeterminato;
  • Sessanta giorni prima della scadenza per motivi lavoro subordinato a tempo determinato.

Per la richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno :

  • Lettera di assunzione e contratto UNILAV;
  • Ultime tre buste paga solo se il reddito è basso;
  • Fotocopia del passaporto o di altro documento equipollente;
  • Fotocopia documento titolo di alloggio(contratto di affitto, atto di proprietà, dichiarazione di ospitalità, autocertificazione per studenti che alloggiano presso residenza universitaria);
  • Fotocopia documento di reddito(ultimo CUD, bollettini INPS per domestici, situazione contabile/conto economico per lavoratori autonomi etc).

Quali sono i redditi cumulabili per il rinnovo del permesso di soggiorno:

I redditi accettati per il rinnovo del permesso di soggiorno non si riferiscono solo ai redditi di lavoro dimostrabili attraverso le buste paga o la dichiarazione dei redditi. Questo è possibile perché la legge italiana non definisce in modo univoco il concetto di reddito. Di conseguenza può essere tale concetto può essere interpretato in molti modi. Possono costituire redditi cumulabili al fine del rinnovo del permesso di soggiorno finti di reddito come per esempio:

Cos’è il lavoro autonomo?

Secondo il Codice Civile, il lavoratore autonomo è colui che compie, a prezzo di un corrispettivo, un servizio tramite lavoro proprio, e senza vincolo di subordinazione nei confronti di un committente.

Documenti Nulla osta per lavoro autonomo:

Alla domanda di richiesta del nulla osta per lavoro autonomo bisogna allegare la seguente documentazione

Passaporto:

Il richiedente deve allegare la fotocopia del proprio passaporto. I documenti equivalenti al passaporto sono:

  • Documento di viaggio per apolidi;
  • Documento di viaggio per rifugiati;
  • Titolo di viaggio per stranieri (impossibilitati a ricevere un valido documento di viaggio dall’Autorità del paese di cui sono cittadini);
  • Lasciapassare delle Nazioni Unite;
  • Documento individuale rilasciato da un Quartier Generale della NATO al personale militare di una forza della NATO;
  • Libretto di navigazione, rilasciato ai marittimi per l’esercizio della loro attività professionale;
  • Documento di navigazione aerea;
  • Carta d’identità valida per l’espatrio per i cittadini di uno Stato dell’Unione Europea;
  • Carta d’identità ed altri documenti dei cittadini degli Stati aderenti all’”Accordo Europeo sull’abolizione del passaporto” (firmato a Parigi il 13.12.1957)

Procura:

La procura è un documento sottoscritto presso la Rappresentanza Diplomatica o Consolare Italiana competente nel luogo di residenza del richiedente e fotocopia del documento d’identità del procuratore.

Dichiarazione per il rilascio del titolo abilitativo:

La Dichiarazione deve essere rilasciata dalla competente autorità amministrativa preposta al rilascio della relativa licenza o autorizzazione o tenuta alla verifica dei requisiti occorrenti per l’attività che necessita di un’iscrizione abilitante in un albo o registro. Con questo documenti si attesta che non sussistono motivi che impediscono il rilascio del titolo abilitativo. La dichiarazione deve avere una data non anteriore a tre mesi a quella della richiesta. Alla dichiarazione bisogna allegare:

  • La fotocopia della domanda presentata per l’ottenimento di tale dichiarazione;
  • La fotocopia della documentazione che si è dovuta allegare a tale domanda.

Documentazione attestante la disponibilità economica:

Il richiedente del nulla osta lavoro subordinato deve allegare alla domanda la documentazione che attesta la disponibilità delle risorse occorrenti per l’esercizio dell’attività che si vuole intraprendere. Tale attestazione è rilasciata dalla Camera di Commercio competente per territorio per le attività che hanno carattere imprenditoriale e pertanto iscrivibili nel Registro delle Imprese di cui all’art. 2188 del Codice civile. In alternativa è rilasciata dai competenti Ordini professionali per le attività soggette ad iscrizione negli Ordini stessi;

Documentazione relativa all’alloggio:

Al fine dell’ottenimento del nulla osta è necessario allegare anche la copia di:

  • Eventuale contratto di affitto;
  • Eventuale contratto di acquisto registrato dell’immobile destinato ad alloggio.

In alternativa, il cittadino extracomunitario deve presentare una dichiarazione, sottoscritta da un cittadino italiano o straniero regolarmente soggiornante in Italia, che attesti di aver messo a disposizione del richiedente un idoneo alloggio. A questa dichiarazione deve essere allegata la seguente documentazione:

  • Fotocopia del contratto di affitto;
  • Fotocopia del contratto di acquisto della casa, registrato, intestato a chi ha firmato la dichiarazione;
  • Fotocopia del documento d’identità di chi ha firmato la dichiarazione.
Da leggere:  Tracciabilità spese detraibili 730 2021: Quali documenti esibire

Permesso di soggiorno per lavoro autonomo:

Il permesso di soggiorno per lavoro autonomo è un titolo di soggiorno che permette ai cittadini extracomunitari di svolgere in Italia un attività di lavoro di tipo autonomo. Il rilascio del permesso di soggiorno avviene in seguito all’ingresso in Italia. In particolare l’ingresso è subordinato al rilascio di un nulla osta  concesso dal Ministero dell’Interno che deve essere richiesto alla questura dell’interessato o da un suo delegato nell’ambito delle quote previste ogni anno dal decreto flussi.

Permesso di soggiorno per lavoro autonomo: Requisiti

Al momento della richiesta del nulla osta il lavoratore che intende intraprendere la carriera di lavoratore autonomo in Italia deve dimostrare di possedere la documentazione di licenza o autorizzazione per l’attività che intende svolgere. In alternativa deve presentare l’iscrizione alla camera di commercio alla questura. Una volta rilasciato il nulla osta il lavoratore può richiedere il visto per lavoro autonomo alla rappresentanza diplomatica italiana nel paese di origine Il cittadino straniero per ottenere il visto di ingresso deve dimostrare anche di avere:

  • Un’abitazione idonea. Questo requisito può essere dimostrato mediante l’esibizione di un contratto di locazione o di acquisto di un immobile;
  • Un reddito annuo proveniente da fonti lecite superiore al minimo previsto dalla legge per l’esenzione dalla partecipazione alla spesa pubblica.

Permesso di soggiorno per lavoro autonomo: Rilascio e rinnovo

Una volta entrato in Italia il lavoratore richiede il primo permesso di soggiorno tramite l’invio del Kit postale allegando  alla domanda:

  • La fotocopia della pagina del passaporto;
  • Fotocopia della certificazione rilasciata dalla rappresentanza diplomatica italiana nel paese di origine dell’esistenza dei requisiti previsti.

In seguito l’imprenditore straniero verrà poi convocato presso la questura per il foto-segnalamento e il successivo rilascio del permesso di soggiorno.

Durata permesso di soggiorno per lavoro autonomo:

Il permesso di soggiorno per lavoro autonomo dura due anni e può essere convertito in permesso di soggiorno per lavoro subordinato in presenza dei requisiti richiesti. La richiesta di rinnovo deve essere presentata entro 60 giorno dalla scadenza del permesso di soggiorno allegando i seguenti documenti:

  • Fotocopia dell’autorizzazione o da licenza o dell’iscrizione in apposito albo per l’esercizio dell’attività professionale svolta;
  • Fotocopia dell’iscrizione alla CCIAA;
  • Fotocopia della dichiarazione dei redditi.

E se una volta scaduto il permesso di soggiorno risulto disoccupato?

Se una volta scaduto il permesso di soggiorno per lavoro autonomo e risultate disoccupati, avete la possibilità di richiedere il permesso di soggiorno per attesa occupazione. Secondo articolo 37 del testo Unico sull’Immigrazione, i lavoratori stranieri licenziati o che hanno perso il lavoro, hanno diritto a rimanere nel territorio dello stato italiano oltre il termine fissato dal loro permesso di soggiorno.

Prestazioni a sostegno dello straniero disoccupato:

L’iscrizione del lavoratore straniero alle liste di collocamento possono usufruire e accedere a diverse prestazioni previdenziali come per esempio:

Durata permesso di soggiorno per attesa occupazione:

Il permesso di soggiorno per attesa occupazione ha una durata massima di un anno.

Il titolo viene rilasciato dalla Questura presso la quale il richiedente ha fatto domanda.

In ogni caso eventuali periodi di occupazione lavorativa intrapresi nel corso della durata del permesso per attesa occupazione, con la conseguente cancellazione dai registri del Centro per l’Impiego e l’eventuale successiva rei-iscrizione nelle liste, interrompono il termine di durata di un anno.

Allo scadere della validità del permesso, il cittadino straniero che avrà trovato un’occupazione sarà autorizzato a restare in Italia:

  • Solo attraverso la dimostrazione di un reddito minimo annuo corrispondente ai parametri per il ricongiungimento familiare;
  • Nel caso in cui non trovi un nuovo lavoro, deve lasciare il territorio nazionale. Il viaggio di rientro nel Paese di provenienza è a carico dell’ultimo datore di lavoro.

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