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Cassa integrazione, bloccate migliaia di domande: ecco perché

Numerose sono state le domande ricevute per quanto riguarda la cassa integrazione, che è rimasta bloccata all’interno delle Regioni, e fortemente in ritardo nella trasmissione delle richieste all’INPS.

Cassa integrazione bloccata?

Non sono terminate le vicende per i lavoratori che si trovano ancora in cassa integrazione. 5 milioni di lavoratori stanno ancora aspettando l’assegno di marzo ancora in ritardo.

Molte Regioni sono in angoscia per la gestione della deroga, per oltre 11 milioni di persone che ne hanno diritto.

L’ottima notizia arriva direttamente dalle aziende nel settore privato, che hanno deciso di assegnare prima ai propri dipendenti il saldo previsto dalla cassa integrazione.

Riservando in un secondo momento la facoltà di poter compensare questa cifra con i contributi dovuti all’INPS.

Solamente 40 pratiche sono state compiute in Lombardia, classificandosi in ultima posizione. Vediamo qual’è a causa principale di questi ritardi.

Cassa integrazione bloccata

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Cassa integrazione bloccata e in ritardo:

La situazione che è stata riportata  dall’INPS mostra l’incapacità delle Regioni di essere in grado di completare l’iter burocratico. Questo per lo insediamento della cassa integrazione, illustrando una situazione al quanto sconcertante.

Da leggere:  Buoni spesa elenco 2020 dei capoluoghi dove chiederli

Il motivo per i ritardi nella destinazione del saldo è da ritrovarsi nelle Regioni che non avrebbero trasmesso le richieste all’INPS. Come ha potuto confermare il consigliere regionale della Lombardia Pietro Bussolati:

“In Lombardia sono 40 mila le richieste presentate dalle aziende per la cassa integrazione in deroga. Però solo 765 sono state inviate all’INPS”.

La situazione in Lombardia è decisamente più problematica, invece sono state autorizzate il 50% delle pratiche in:

  • Abruzzo;
  • Campania;
  • Calabria;
  • Puglia;
  • Veneto.

40 aziende con circa 60 lavoratori hanno concluso il pagamento e di conseguenza beneficiato dell’assegno. Però sono 4.500 le domande su un totale di 8.000 ad essere state autorizzate.

Da leggere: Cassa integrazione anticipata da Poste Italiane: come richiederla

Il caso della Sicilia: aperta un’indagine dall’assessorato?

La situazione più critica si trova in Sicilia, in quanto vede decretate al momento solamente 1.175 domande di cui solo 945 sono state autorizzate dall’INPS. Per fronte di un sistema imprenditoriale molto folto e colpito duramente dalla crisi.

178 lavoratori che vengono da 76 aziende hanno percepito l’indennità. All’improduttività della Regione vanno addizionati inoltre i problemi del sistema informatico regionale.

Quest’ultimi hanno contributo notevolmente ai ritardi ed hanno richiesto il supporto dell’ANPAL.

Il 15 maggio sarà l’ultimo termine per gestire e inviare le domande all’INPS. I pagamenti saranno fatti dopo la fine del prossimo mese.

Da leggere:  Cassa integrazione ordinaria (GIGO) per lavoratori in difficoltà economica

L’anomalia di questa situazione ha spinto l’assessorato ad aprire un’indagine per capire meglio quali siano state le criticità che hanno portato a questi equivoci dentro la Regione.

Si può richiedere la cassa integrazione con Poste Italiane?

La risposta è si, però per la richiesta dovete come prima cosa preparare i seguenti documenti:

  • Documento di riconoscimento: carta d’identità o patente di Guida o passaporto;
  • Tessera sanitaria;
  • Permesso di soggiorno, in caso di lavoratore straniero;
  • Ultima busta paga (in formato PDF) da cui si evinca l’IBAN di accredito dello stipendio;
  • Modulo di Richiesta Anticipazione Cassa Integrazione Guadagni (in formato PDF), da compilare e firmare con il supporto del datore di lavoro e scaricabile qui;
  • Attestato INPS di invio della domanda Cassa Integrazione Guadagni effettuata dal proprio datore di lavoro (in formato PDF).

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