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Diniego visto di ingresso per turismo per rischio migratorio: Quando avviene

In quali casi avviene il Diniego visto di ingresso per turismo per rischio migratorio?

Ottenere il visto d’ingresso per l’Italia è diventato sempre più complicato, in particolar modo per gli stranieri appartenenti agli stati considerati a forte rischio migratorio.

Diniego visto di ingresso per turismo per rischio migratorio – | – In questo articolo cerchiamo di capire insieme cosa si intende per Rischio migratorio e diniego del visto di ingresso per tale motivazione.

Visto d’ingresso : Cos’è e classificazione

Il visto è una tipologia di autorizzazione che permette ai soggetti di attraversare le frontiere e soggiorno per un determinato periodo in un luogo preciso.

Viene rilasciato, allo straniero, dallo Stato di destinazione del viaggio, mediante le rappresentanze diplomatico — consolari, presenti nel Paese di origine o di provenienza dello stesso cittadino straniero.

Esistono varie tipologie di visti:

  • Sono visti di tipo A, nel caso di transito aeroportuale;
  • Sono visti di tipo C, nel caso di soggiorni di breve durata (validi fino, nel massimo, a 90 giorni);
  • Sono visti di tipo D, nel caso di soggiorni di lunga durata (validi oltre i 90 giorni).

Possono essere rilasciato per varie motivazioni.

Il più gettonato è il visto per turismo. L’Italia, ogni anno accoglie milioni di turisti provenienti da tutto il mondo.

Tuttavia, molto spesso gli stranieri provenienti da paesi a rischio migratorio lo utilizzano per fare il loro ingresso in Italia e rimanere clandestinamente sul territorio italiano.

Da chi viene rilasciato il visto per turismo?

L’opportunità di concedere visti di breve durata (fino a 90 giorni) rientra di fatto nel potere discrezionale delle Ambasciate italiane.

Le Ambasciate si trovano in questo modo ad esercitare un potere tendenzialmente politico.

Il loro operato può interagire con le politiche migratorie dei flussi d’ingresso, considerato che lo straniero ammesso in Italia potrebbe anche violare la scadenza del visto e stabilirsi clandestinamente nel territorio nazionale.

A causa del gran numero di stranieri che violano la scadenza del visto per stabilirsi illegalmente in Italia, le ambasciate italiane sono diventate particolarmente rigide nel decidere le domande di visto di breve durata e in particolar modo i visti per turismo per gli stranieri provenienti da paesi con rischio migratorio.

Cosa si intende per il rischio migratorio?

Con rischio migratorio si intende il rischio che lo straniero utilizzi il visto di breve durata strumentalmente, per insediarsi clandestinamente, stabilmente, nel territorio nazionale.

Diniego visto di ingresso per turismo per rischio migratorio:

Il Diniego visto di ingresso per turismo per rischio si manifesta quando le autorità consolari italiane all’estero hanno il timore che lo straniero possa non rispettare la durata del visto.

I Consolati devono tracciare i profili dei richiedenti che presentano un rischio particolare, in funzione delle condizioni e circostanze locali e tenendo conto anche della situazione generale del Paese di residenza.

Decreto del Ministero degli Affari Esteri n. 850/2011, all’art. 4, comma 1°, precisa che “è richiesto alle rappresentanze diplomatico-consolari di prestare particolare attenzione alla valutazione se il richiedente presenti un rischio di immigrazione illegale ed offra adeguate garanzie sull’uscita dal territorio degli Stati membri alla scadenza del visto richiesto”.

Diniego visto di ingresso per turismo per rischio migratorio: Valutazione posizione individuale

Una volta definito il quadro generale, le autorità consolari valutano la posizione individuale del richiedente.

Valutano i:

  • I vincoli familiari o altri legami personali nel Paese di residenza;
  • i vincoli familiari o altri legami personali negli Stati membri;
  • lo stato civile;
  • la situazione lavorativa del richiedente o del coniuge, dei figli o delle persone a carico;
  • il livello del reddito;
  • lo status sociale nel Paese di residenza;
  • il possesso di una casa o di un bene immobile.

Vengono valutati anche i seguenti aspetti:

  • Precedenti soggiorni irregolari negli Stati membri;
  • precedenti abusi del sistema di sicurezza sociale degli Stati membri;
  • successione di varie domande di visto (per soggiorni di breve o di lunga durata) presentate per scopi diversi e senza rapporto fra loro;
  • credibilità del soggetto ospitante, quando viene presentata una lettera d’invito.

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Fonte
avvocatoimmigrati.it

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