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Coronavirus: Buoni spesa finalmente disponibili nei comuni!

Buoni spesa finalmente disponibili – Il Governo ha finalmente attuato un provvedimento mirato ad aiutare i Comuni con famiglie italiane e straniere che si trovano in difficoltà. Per essere più precisi, il premier Giuseppe Conte, ha stabilito che vengano distribuiti alcuni buoni spesa alle famiglie. Sempre da poter spendere in generi alimentari in questo periodo difficile di isolamento e quarantena.

Il Governo è riuscito a stanziare oltre 4 miliardi di Euro per i Comuni italiani. Il premier Conte, ha infatti spiegato in conferenza stampa che “Lo Stato c’è. Sappiamo che ci sono tante persone che soffrono, c’è chi addirittura ha difficoltà a comprare generi alimentari”.

– Aggiunge inoltre – “Ho firmato il Dpcm, giriamo 4,3 miliardi ai Comuni e aggiungiamo 400 milioni con ordinanza della Protezione civile. Con il vincolo di utilizzare queste somme per le persone che non hanno i soldi per fare la spesa. Da qui nasceranno buoni spesa ed erogazioni di generi alimentari“.

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Misura necessaria per l’emergenza Covid-19:

Di conseguenza il 29 Marzo è arrivata inoltre un’ordinanza del capo del dipartimento della Protezione Civile, che stabilisce: “Altri interventi urgenti di protezione civile in relazione alla pandemia collegata al rischio sanitario connesso alla comparsa di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili”.

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Stando a quanto è stato stabilito, il Ministero dell’Interno in questi giorni, per essere precisi, entro il 31 Marzo avrebbe dovuto versare nelle casse dei comuni 400 milioni di euro. A tutte le regioni italiane senza nessuna differenza di statuto (quindi sia per le ordinarie che per le speciali).

La medesima ordinanza ha stabilito come usare questo denaro. L’80% del totale sarà suddivisa in proporzione alla popolazione residente in ciascun comune. Per ciascuna famiglia l’importo minimo deve essere di 600 euro.

Per quanto riguarda il restante 20% si suddividerà in base alla differenza tra il valore del reddito pro capite di ciascun Comune e il valore medio nazionale, calcolato per la rispettiva popolazione. I comuni che riscontrano più povertà, con parole più semplici, avranno una somma più elevata.

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Il bonus alimentare per le famiglie

Ogni Comune, potrà quindi distribuire questi buoni spesa da utilizzare per comperare generi alimentari, presso i negozi che sono indicati nell’elenco pubblicato da ciascun Comune. Anche altri prodotti che vengono categorizzati come di prima necessità, potranno essere comprati con lo stesso bonus.

Per comprare e distribuire questi beni, il Comune potrà affidarsi agli enti che si occupano del Terzo Settore. Dal loro canto saranno tenuti ad osservare il Programma operativo del Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD).

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Non saranno più occupati a rispettare le restrizioni di spostamento che oggi sono purtroppo in vigore a causa della quarantena. Proprio per essere in grado di far diventare più semplici questa attività di distribuzione alimentate, i volontari che sono coinvolti, e il personale degli enti del Terzo settore.

In aggiunta, l’ordinanza permette che vengano aperti dei conti correnti bancari (ad hoc), dal comune, e presso il proprio tesoriere o conti correnti postali, per concedere le donazioni sempre ai fini di beni di prima necessità.

Quali soggetti ne potranno beneficiare dei buoni spesa?

È e sarà compito del comune, o per essere più precisi dell’ufficio dei servizi sociali, stabilire chi possa o meno avere accesso a questo bonus.

Per certo, dovranno essere coinvolti per prima cosa, quei nuclei familiari che oggi stanno risentendo. In particolar modo degli effetti economici che sono stati provocati dall’emergenza epidemiologica dal Coronavirus.

Le decisioni che sono state poste, avranno lo scopo di accontentare le necessità più urgenti ed essenziali. Avranno di conseguenza delle priorità, tutte le famiglie che ad oggi non usufruiscono già del sostegno pubblico.

L’importo dei buoni spesa:

Invece ciò che è stato stabilito dalla Protezione Civile, non è stato previsto un importo massimo di buoni spesa che spettano alle famiglie. E divide nel medio ed allo stesso modo i soldi che sono stati stanziati per ogni comune si pronostica di elargire circa 300/400 euro per famiglia.

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Per concludere, per ora sono solamente ipotesi e nulla di certo. Saranno i comuni, a stabilire quale sarà l’importo finale per famiglia. Dovranno suddividere la cifra in base a quello che riceveranno realmente.

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