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Il certificato di residenza: cos’è, quanto costa e come si richiede?

Chiarito il concetto di residenza, non è raro che quando si deve affrontare una causa in tribunale, o si instaura un rapporto con la Pubblica amministrazione o un privato, venga richiesto il certificato di residenza.

Come si evince dal termine si tratta di un documento che certifica il fatto che la residenza, ovvero la dimora abituale è stata fissata in determinato Comune.

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Come richiedere il certificato di residenza?

Al pari di altri documenti che vengono rilasciati dal Comune di appartenenza, il certificato di residenza può essere richiesto in varie modalità:

  • recandosi all’Ufficio Anagrafe del Comune in cui si ha la residenza;
  • facendone richiesta online tramite il sito del Comune di appartenenza;
  • formulando domanda via e-mail;
  • contattando telefonicamente il Comune.

A meno che non ci si rechi personalmente al Comune, negli altri casi è possibile chiedere che il certificato di residenza venga spedito via e-mail o tramite posta ordinaria.

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Quanto è valido il certificato di residenza?

Dal momento del rilascio ha una durata di sei mesi, Quindi hanno una scadenza.

Il che significa che, trascorso tale periodo di tempo, il certificato non è più valido e non può attestare una determinata situazione.

Quanto costa il rilascio del certificato di residenza?

Il certificato in carta semplice costa di solito 50 centesimi (tra costi di segreteria e stampa del modello);

Il certificato bollato costa di solito 16,70 euro (16 euro di marca da bollo e 70 centesimi tra costi di segreteria e di stampa del modello).

Nel caso in cui, invece, come vedremo tra poco, è possibile presentare un’autocertificazione, il costo è pari a zero, poiché la dichiarazione sostitutiva non è soggetta a diritti e bolli.

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Come autocertificare la residenza?

Quando il certificato di residenza deve essere presentato a una pubblica amministrazione è possibile consegnare l’autocertificazione di residenza o dichiarazione sostitutiva.

Il D.P.R. 445/2001 infatti, prevede che gli enti statali che richiedono questo tipo d’informazioni al cittadino sono tenute ad accettare le autocertificazioni redatte e sottoscritte dal cittadino stesso,

per non gravarlo dell’obbligo di presentare il certificato di residenza in carta semplice o con bollo.

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