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Modifiche in materia di immigrazione, che cosa può fare il nuovo governo?

Uno dei dossier più caldi che arriverà sul tavolo del nuovo governo giallorosso resta quello dell’immigrazione.

Il presidente del consiglio ha ribadito il suo impegno nel sollecitare una soluzione europea. Tuttavia, anche l’Italia da sola potrebbe già cominciare a fare qualcosa a livello nazionale per migliorare la propria situazione.

Abolire i decreti sicurezza e sicurezza bis:

Il nuovo governo potrebbe, per prima cosa, invertire subito la rotta eliminando le misure più controverse del decreto sicurezza.

Ma potrebbe anche fare molto di più: ad esempio dotarsi di un sistema che faccia fronte al fenomeno migratorio in maniera strutturale e non emergenziale, trovando nuove strategie per diminuire il flusso di immigrati irregolari e adoperandosi per garantire un percorso di integrazione a chi ne ha diritto.

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Diminuire il flusso di immigrati irregolari:

È necessario inoltre reintrodurre il visto per ricerca di lavoro e, più in generale, misure per meglio gestire le migrazioni per aspirazione.

La depenalizzazione è cruciale per disinnescare l’uso improprio della richiesta d’asilo: diminuire l’immigrazione irregolare ha un effetto diretto anche sull’integrazione.

Prima di tutto, si riduce il numero di persone inserite nel sistema di accoglienza che domandano asilo, velocizzando il lavoro delle commissioni e alleggerendo la prima accoglienza.

In secondo luogo, uno studio dell’Ispi e del Cesvi ha stimato che la diminuzione degli sbarchi nel 2017 ha portato a un risparmio medio nella spesa pubblica nel primo anno di 994 milioni, che è diventato di 1,8 miliardi negli anni successivi.

Queste risorse liberate possono essere reinvestite per incentivare e potenziare il sistema di seconda accoglienza e quindi l’integrazione.

Il mancato inserimento nella società italiana genera costi diretti in termini di disoccupazione, sanità, povertà, emarginazione e criminalità.

Al contrario, considerare l’integrazione come un investimento e non un costo darebbe inizio, come già possiamo osservare in alcune realtà italiane, a un circuito virtuoso di cui beneficerebbero tutti.

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