Cittadinanza Italiana

Cittadinanza italiana: differenze Ius culturae e Ius soli 2020

Cittadinanza italiana: Ius culturae e Ius soli ecco la differenza

Ius culturae e Ius soli sono due principi per l’acquisizione della cittadinanza italiana che si contrappongono allo Ius sanguinis,già in vigore in Italia. Qui troverete le differenze, i pro e i contro della proposta del PD di introdurre lo Ius culturae.

Cosa sono lo Ius culturae e lo Ius soli?

La proposta modificherebbe il sistema dello Ius sanguinis attualmente in vigore, secondo il quale, lo straniero ottiene la cittadinanza solo al compimento del 18° anno di età. Lo ius culturae ha subito incontrato l’opposizione di Salvini e della Meloni, fermi nel voler mantenere le restrizioni attuate.

Ma cosa sono esattamente lo Ius culturae e lo Ius soli?

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Ius culturae e Ius soli: le differenze

Ius culturae e Ius soli sono metodi di acquisizione della cittadinanza, anche se simili sono molto differenti tra loro.

Per essere più precisi, lo Ius culturae è un correttivo dello Ius soli puro, che prevede l’ottenimento automatico della cittadinanza del Paese in cui si nasce, e si contrappone allo Ius sanguinis.

In Italia chi nasce da cittadini stranieri acquisisce la cittadinanza solo al compimento dei 18 anni, mentre lo Ius culturae proposto da Zingaretti andrebbe ad accorciare i tempi.

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Se la riforma entrasse in vigore?

Se la riforma passasse, i minori nati in Italia da genitori stranieri potrebbero acquisire la cittadinanza italiana all’età di 12 anni – anziché 18 – ma solo se dimostrano di aver concluso con successo uno o più cicli di studio o conseguito una qualifica professionale.

In altre parole l’elemento culturale diventerebbe il criterio essenziale per l’ottenimento della cittadinanza.

Questa riforma andrebbe a modificare la regola dello Ius sanguinis, avvicinando l’Italia alla normativa vigente in molti altri Stati europei, come avviene in Francia, Germania, Spagna e Portogallo.

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Cos’è lo Ius sanguinis?

Allo Ius soli e allo Ius culturae si contrappone lo Ius sanguinis, regola vigente in Italia. Il cosiddetto “diritto di sangue” prevede che il bambino prenda la cittadinanza che eredita dai genitori. Di conseguenza sarà considerato straniero se i genitori sono stranieri e italiano se almeno uno dei due genitori è italiano.

Come funziona la cittadinanza in Italia?

L’Italia è uno dei Paesi che prevede l’acquisizione della cittadinanza tramite Ius sanguinis, quindi è considerato italiano solamente chi nasce da almeno un genitore italiano. Quindi anche nati nel nostro territorio, i figli degli stranieri NON sono cittadini italiani, pur frequentando le nostre scuole e parlando la nostra lingua. La regola dello Ius sanguinis prevede delle eccezioni quando il bambino:

  • Che nasce da genitori ignoti;
  • Oppure nasce da genitori apolidi;
  • O ancora chi nasce da genitori stranieri ma impossibilitati a trasmettere la propria cittadinanza.
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In questi tre casi la legge italiana applica lo Ius soli, vale a dire che il bambino acquisisce la cittadinanza italiana.

In ogni caso, il bambino straniero che nasce in Italia diventerà cittadino italiano al suo compimento del 18°anno di età. Sempre che vi abbia avuto residenza fissa senza interruzioni e che abbia manifestato la volontà di voler ottenere la cittadinanza.

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Ius culturae per bambini stranieri: pro e contro

Ora che abbiamo visto quali sono le differenze tra Ius soli, Ius sanguinis e lo ius culturae, vediamo quali potrebbero essere gli scenari se la proposta del PD entrasse in vigore.

I pro:

Senza dubbio tra i pro più evidenti ci sarebbe la crescita demografica, uno dei principali  problemi dell’Italia, che registra da anni una popolazione sempre più anziana: circa 800 mila minori otterrebbero la cittadinanza italiana.

Si tratterebbe di riconoscere anche in via legale che la popolazione italiana sta cambiando e che la globalizzazione oggi giorno è finalmente in atto anche nel nostro Paese.

I contro:

Di contro, tuttavia, c’è da dire che spesso la concessione della cittadinanza sembra diventare una merce di scambio per ottenere più voti elettorali più che una questione di principio.

Inoltre tutti i minori nel nostro Paese, a prescindere dalla nazionalità, godono degli stessi diritti dei cittadini italiani e che la legge presta attenzione alla tutela dell’infanzia e dell’adolescenza.

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