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Certificato penale cittadinanza 14 anni

Cosa stabilisce la legge italiana in materia di Certificato penale cittadinanza 14 anni? In questo articolo cerchiamo di rispondere insieme al seguente quesito!

Certificato penale cittadinanza 14 anni: Vecchio orientamento

Il vecchio orientamento per la concessione della cittadinanza italiana prevedeva l’obbligo di presentare il certificato penale per cittadinanza a tutti i soggetti che al compimento del quattordicesimo anno di età non risultino già residenti legalmente in Italia.

Sono esentati i bambini nati da coppie stranieri e che hanno risieduto in Italia ininterrottamente fino al compimento dei 18 anni

Nuovo orientamento certificato penale cittadinanza 14 anni:

In base al nuovo orientamento e alla nuova circolare introdotta nel 2016 da parte del ministero dell’Interno, sono esonerati dal certificato carichi pendenti per cittadinanza i cittadini stranieri arrivati e residenti in Italia anche prima dei 14 anni.

Costo e validità Certificato penale cittadinanza 14 anni:

Il costo per l’ottenimento del certificato penale cittadinanza 14 anni cambia a seconda dei costi fissati dal vostro paese di origine.

Come tutti gli altri certificati di terzi paesi è di sei mesi al massimo dalla data in cui è stato emesso il documento.

Da leggere:  Istanza di residenza temporanea: Di che cosa si tratta?

Inoltre il certificato deve essere legalizzato per l’uso e tradotto in lingua italiana. La traduzione deve essere legalizzata dalla rappresentanza consolare italiana presente nel vostro paese di origine oppure prestando giuramento presso il tribunale Civile in Italia.

Si può evitare la traduzione se il vostro paese d’origine aderisce alla convenzione dell’aja del 1961.

Cos’è Apostille:

L’apostille, sostituisce la legalizzazione presso l’ambasciata. Questo strumento è stato introdotto dalla convenzione dell’Aia del 5 ottobre 1961.

In particolare questa convenzione stabilisce che se una persona ha bisogno di fare valere in Italia un certificato di nascita e vive in un paese che ha aderito a questa Convenzione non ha bisogno di recarsi presso l’ambasciata italiana e chiedere la legalizzazione.

Sarà sufficiente recarsi presso l’autorità interna di quello Stato (designata dall’atto di adesione alla Convenzione stessa) per ottenere l’annotazione della cosiddetta apostille sul certificato.

Apostille: Documenti & autorità competenti

Si può richiedere l’apostille solo per i documenti e gli atti pubblici. Ciò significa che sono esclusi i privati. Solo se questi ultimi possono essere trasformati in pubblici allora si può richiedere l’apostille. Si può applicare per.

  • I documenti amministrativi;
  • Gli atti notarili;
  • Le dichiarazioni ufficiali indicanti una registrazione;
  • Un visto di data certa;
  • Un’autenticazione di firma apposti su un atto privato.
Da leggere:  Il giuramento per cittadinanza italiana: In che cosa consiste e quali diritti si acquisiscono

Non si applica ai documenti redatti da un agente diplomatico o consolare e ai documenti amministrativi che si riferiscono a una operazione commerciale o doganale.

Ogni stato designa le autorità competenti al rilascio e all’apposizione dell’apostille. In Italia sono i procuratori della repubblica e l’ufficio della procura della repubblica ad occuparsi dell’apostille.

Quali sono i paesi che aderiscono alla convenzione:

I paesi che hanno aderito sono:

Albania, Andorra, Antigua e Barbuda, Argentina, Armenia, Australia, Austria, Azerbaigian, Bahamas, Bahrein, Barbados, Belgio, Belize, Bielorussia, Bolivia, Bosnia-Erzegovina, Botswana, Brasile, Brunei, Bulgaria, Burundi, Capo Verde, Cile, Cipro, Colombia, Corea del Sud, Costa Rica, Croazia, Danimarca, Dominica, Ecuador, El Salvador, Estonia, Eswatini, Figi, Filippine, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Giappone, Grecia, Grenada, Guatemala, Honduras, Hong Kong, India, Irlanda, Islanda, Isole Cook, Isole Marshall, Israele, Italia, Kazakistan, Kirghizistan, Kosovo, Lesotho, Lettonia, Liberia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Macao, Macedonia, Malawi, Malta, Mauritius, Messico, Moldavia, Monaco, Mongolia, Montenegro, Marocco, Namibia, Nuova Zelanda, Nicaragua, Niue, Norvegia, Oman, Paesi Bassi, Palau, Panama, Paraguay, Perù, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Repubblica Dominicana, Romania, Russia, Saint Kitts Nevis, Saint Lucia, Saint Vincent Grenadine, Samoa, San Marino, São Tomé e Príncipe, Serbia, Seychelles, Slovacchia, Slovenia, Sudafrica, Spagna, Stati Uniti, Suriname, Svezia, Svizzera, Tagikistan, Tonga, Trinidad e Tobago, Tunisia, Turchia, Ucraina, Ungheria, Uruguay, Uzbekistan, Vanuatu, Venezuela.

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Tutti gli altri stati che non hanno firmato la convenzione devono richiedere la legalizzazione diplomatica o consolare.

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