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Pensioni: L’anticipo delle liquidazioni è rallentato dalla crisi di governo

Pensioni | La crisi di governo getta nel caos lo sblocco dell’anticipo del trattamento di fine servizio per circa 170mila dipendenti pubblici in uscita quest’anno e altri 60mila andati in quiescenza lo scorso anno.

Anticipo del trattamento di fine servizio slitta all’ autunno 2019

Il Garante della Privacy e l’Antitrust hanno segnalato alcune modifiche necessari al regolamento scritto dal Governo tre mesi fa.

Nel documento redatto dall’esecutivo era previsto che l’erogazione dell’anticipo dovesse essere effettuato entro 75 giorni dalla presentazione della domanda. Ma i tempi potrebbero allungarsi.“

Oltre agli 8 mila statali usciti tra luglio e agosto grazie a Quota 100, ciò che preoccupa maggiormente sono migliaia di dipendenti pubblici in uscita nel 2019 attraverso l’anticipo pensionistico o le regole ordinarie della Fornero“

Procedure:

al dicastero della Funzione pubblica i dirigenti sono stati fatti rientrare in anticipo proprio per inserire le correzioni delle due authority.

E sempre dal ministero fanno capire che non sarà un lavoro lungo.

Ma dopo l’aggiornamento bisogna spedire il nuovo testo al ministero del Lavoro e a quello dell’Economia.

E qui sorgono i primi problemi, perché al Mef hanno una posizione diversa su come regolare il fondo da 75 milioni da costituire all’Inps, per pagare ai lavori in uscita gli interessi sul prestito calmierato, tanto da chiedere un’ulteriore relazione tecnica sull’utilizzo del fondo.

Leggi anche: Reddito di cittadinanza: Aggiornamenti – Cosa succede se cade il governo?

Controllo di legittimità:

Chiuso questo passaggio, il regolamento dovrebbe essere poi inviato al Consiglio di Stato per l’ultimo parere e alla Corte dei Conti per il controllo di legittimità.

Solo allora  non ci sarebbero più ostacoli alla firma del ministro e al passaggio in consiglio dei ministro, propedeutici per le due convezioni che mancano ancora.

In primo luogo quella con l’Abi, che ha già accettato il livello calmierato degli interessi sui prestiti, quindi quella con l’Inps,

che dovrebbe gestire il fondo da 75 milioni per riconoscere alle banche il costo di queste operazioni.

Pensioni: Opportunità politica

Ma tra due o tre mesi in molti si chiedono se l’Italia avrà ancora l’attuale governo dimissionario in carica soltanto per l’ordinaria amministrazione oppure uno nuovo.

Nel primo caso soltanto l’opportunità politica potrebbe spingere Bongiorno a non vidimare l’atto.

Invece in caso di nuovo esecutivo – ed è questo il timore dei sindacati – c’è da chiedersi, se la prossima maggioranza abbia voglia di confermare una misura voluta dalla Lega oppure abolire tutto il pacchetto legato a Quota 100, che nel 2020 costerà 8,3 miliardi di euro.

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Fonte
IlMessaggero.it
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